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martedì 2 giugno 2009

Di ritorno

Faccio il viaggio in prima ( i biglietti di seconda erano finiti da un pezzo) assieme ad una signora (signorina?) distinta e molto educata. E poi una coppia intressante. Lui ferroviere, lei professoressa, che legge il libro di Benigni su Dante (non mi ricordo il titolo nè lo voglio cercare). Mi sembra di vederli quando si sono conosciuti circa 25 anni fa, lui ferroviere anarchico lei femminista convinta mentre entrambi urlavano slogan contro kossiga scritto col k . Ora sono entrambi in sovrappeso. Lei è un po' ansiosa e ogni volta che vede qualcosa di carino dal finestrino ne parla al marito (visto? quella è Orvieto, bellissima, quando ci torniamo?). E guardando questa coppia tutta italiana di ex (?) comunisti, mi domando cosa voglia dire essere oggi di sinistra. Mi domando cosa voteranno loro, ma non glielo domando. Paradossalmente potremmo vederla allo stesso modo ma poi metterci a litigare su chi votare. Di Pietro o Franceschi? Diliberto oppure Vendola? Non lo so..Lui ad ogni modo rimane calmo e sorride alle continue interruzioni della moglie, stasera mangeranno la pizza. La guardo meglio, una ventina di anni fa la femminista doveva essere proprio bona. :)

Prima di partire sono anche riuscito a comprare un libro alla libreria di Termini, dopo che venerdì sera ci avevo passato più di un'ora senza concludere nulla. E stava per andare a finire allo stesso modo anche oggi se poi alla fine non mi fosse cascato l'occhio su Tu che te ne andrai ovunque di Ilaria Rossetti. Compro questo libro perchè la scrittrice (classe 1987) è al primo romanzo, e perchè la storia sembra interessante. Fratello e sorella sulla trentina che vivono con in testa l'idea del padre, partito per l'Africa 25 anni prima e mai più tornato. La madre invece è malata e vive in una casa di riposo. Ed è ancora convinta di riuscire a scoprire che fine abbia fatto il marito. Nico, il figlio maschio, è prof di italiano in un liceo classico di Milano, e all'inizio del racconto dà fuoco, davanti alla classe, ad una decina libri (ovviamente viene sospeso su due piedi). Eva, la sorella è una violinista, ma che non ha sfondato nè tantomeno intende farlo, che scrive una lettera a Rafik, il suo ragazzo musulmano proveniente dalla Giordania. Poi c'è Argo, che vive nella stessa casa di Nico e Eva. Argo fa due lavori, la mattina il prete (finto) ed il pomeriggio il venditore porta a porta di una specie di videoEnciclopedia per ragazzi. Il bello del libro è che la storia si svolge tutta in una paio di giorni, ma scivola via benissimo (ilaria rossetti mi pare molto dotata). A volte ricorda vagamente Ammaniti, ma io leggo pochi libri e questa considerazione va presa con le pinze. Il bello della storia è questa Milano in un maggio torrido e afoso, odiata da Nico e amata da Eva, anche se dalla cima del Duomo non si può vedere tutta l'Italia come aveva detto loro il padre, prima di scomparire. Il bello di questa storia è chè va in profondità, ma rimane leggera. Stiamo a vedere come finisce.
ciao

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