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mercoledì 20 maggio 2009

Submodalità E suggerimento cinematografico

Per provare a comprare questo libro su internet mi hanno clonato la postepay :) ...ma non mi sono dato per vinto e sabato mattina lo ho acquistato in libreria (con lo sconto). Sto parlando di usare il cervello per cambiare, l'uso delle submodalità nella programmazione neurolinguistica, richard bandler, 1985. Per chi non se ne intende di PNL (forse inizierò a scrivere una serie di post su questo tema) riassumerei così l'idea fondamentale di questa teoria - strumento - approccio terapeutico: il nostro cervello organizza e elabora ogni esperienza a mediante i nostri 5 canali sensoriali, ed il corretto utilizzo di questi nei nostri comportamenti è alla base della possibilità di sfruttare a pieno le nostre potenzialità. In sostanza, se in testa abbiamo una mappa non completa di una esperienza finiremo per non avere tutte le risorse necessarie per affrontare la situazione in cui ci troviamo. Questo è il modello base. Poi entrano in ballo le submodalità. Ad esempio, un tipo può avere un'immagine ricorrente che lo perseguita e per rendere quest'immagine meno fastidiosa può lavorare sulle submodalità. Come? Diminunedone il contrasto dei colori, ovvero rendendola meno vivida. Aumentando la messa a fuoco su un particolare e facendo passare il resto in secondo piano. Oppure ancora deformandola fino a farla apparire ridicola. Per esempio uno che ha paura del buio può immaginarsi in una stanza senza luce ed aumentare progressivamente la luminosità. Immaginate una persona che abbia una paura dei cani, perchè forse da piccolo ne è stato morso. Fate immaginare a questa persona un cane feroce, che progressivamente si ingrassa, un po' come una foca, e che magari inzia a far rimbalzare un pallone sopra il suo naso. Oppure lo stesso cane cattivo che progressivamente diventa piccolo, come un cucciolo. In fondo, anche il gatto può essere visto come una piccola tigre, e se il nostro gatto di casa pesasse qualche quintale ci mangerebbe in un solo boccone. Ma questo, a chi ha paura dei gatti, non ditelo :)

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Volevo anche parlare (mentre si cuoce la pasta) di un film che ho visto qualche giorno fa: colpo d'occhio, con Sergio Rubini e Riccardo Scamarcio. La relazione a tre tra un noto ed influente critico d'arte (rubini), un artista promettente (scamarcio) e una ragazza ( non mi ricordo). Un film che parla di arte e che ovviamente ha una fotografia eccezionale. In ballo c'è l'amore autentico (quello della donna per l'artista), l'amore malato (quello del critico per la donna), l'amore tradito (l'artista che tradisce la sua donna, così come poi tradirà la sua stessa arte pur di arrivare al successo). Il finale tragico sembra suggerire la seguente equazione (che forse pecca di un punto di vista maschio centrico) : donna = amore autentico = arte.
Affittatevelo se potete. O scaricatelo.:)

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