Video Corrado Guzzanti

Loading...

martedì 7 aprile 2009

Change

Dice che mario ha mollato francesca perchè ha avuto paura. Paura di lei. Paura che lei potesse entrargli dentro, troppo. Paura di leggere i propri pensieri dentro gli occhi scuri di lei. Di trovarsi davanti a se stesso in una notte calda d'estate,con i grilli che cantano la luna, senza essere in grado di trovare le parole giuste per dire ti amo. Senza sapere se continuare a ridere come un imbecille. Oppure iniziare a piangere. Perchè quando le mani continuano a tremarti dopo mesi che conosci una persona non è detto che sia un buon segno. E allora mario è scappato via senza lasciare traccia. Alla ricerca di qualcosa di più facile, di una preda meno impegnativa. Lieto di iniziare una nuova routine di leggerezze, divertito nel viene e va del gioco delle parti, che ogni tanto regala piccoli pezzi di felicità.

Francesca invece di questi problemi non ne ha mai avuti, non si è mai esposta troppo. Francesca sicura delle sue tette e delle sue mani di cristallo. Francesca che prega ogni sera ma che non si è mai tirata indietro. Anche quando si faceva sbattere in discoteca strafatta di coca. Francesca che si era innamorata di mario perchè godeva nel vivere di riflesso la paura di lui.
Ma quando è stata lasciata da mario francesca ha iniziato a stare male. In astinenza di quella sensazione di vuoto che solo lui era in grado di darle. Lei era il pieno, la calma, la sicurezza. Lui l'ansia, il vuoto, il movimento. E se non c'è il vento che soffia chi è che muove le foglie?

Ora che si sono lasciati continuano a pensarsi ogni minuto. E lei non è più tanto sicura come prima. E lui che invece ha imparato a fidarsi di meno si sente tranquillo, perchè è la sua nuova ragazza che sembra perdersi ogni volta che i suoi occhi incrociano quelli di lui. E questo a lui fa sentire sicuro. Ma non basta.

E se domani mario e francesca si incontrassero di nuovo lei andrebbe nel pallone mentre lui questa volta saprebbe trovare le parole appropriate. Ma non avrebbe bisogno di dirle. A volte anche le foglie si muovono da sole


************************************************************************************
Questa del cambiamento è una delle cose che trovo più affascinanti. Il cambiamento come motore dei meccanismi narrativi, oppure come snodo che riarticola gli schemi cognitivi/valoriali delle persone (per non parlare dei sentimenti). Alcuni formatori dicono che il solo pensare il concetto di cambiamento attiva l'emisfero non dominante. Forse è troppo. Di sicuro per essere davvero flessibili serve una certa dote di coraggio. Smettere di navigare sotto costa e spingersi a largo. Ed essere pronti a salpare di nuovo quando si è tornati a casa. Come pare che abbia fatto Ulisse quando, tornato a Itaca, salpò per il ultimo viaggio oltre le colonne d'Ercole.
Cambiamento che però non vuol dire essere volubili, se no siamo tutti capaci a fare il voltagabbana come Daniele Capezzone, ed il coraggio delle proprie idee va a farsi benedire. Cambiare è un po' come mettere una matita in mano ad un bambino, o ad una bambina, e vedere come giocano con le mappe che vanno creando.

Tra l'altro, e chiudo, è interessante come il sogno che ha portato Obama alla vittoria sia stato proprio il cambiamento. Yes we can (change). Una sorta narrazione individuale/collettiva in cui milioni di persone hanno creduto. Magia delle magie

Video Silvio Berlusconi

Loading...

Blob - Video

Loading...

Video Michele santoro

Loading...