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domenica 30 novembre 2008

Racconti

Circa tre anni fa scrivevo dei racconti brevissimi in un blog che poi ho cancellato (scarpe da running). Anzi a dire il vero esiste ancora, ma è fuori uso e non riesco a recuperare la password. Però i racconti li avevi salvati. Qui di seguito ne trovate alcuni. forse poi metterò gli altri.

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mario con quest'afa respira male. E' grasso, unto sul volto, ansima. Mario ha il cazzo grosso, ma tanto grosso. Per anni ha fatto il pornoattore perchè era l'unico modo che aveva di scopare. Perchè nessuna donna lo ha mia voluto. Anche se ha quel pisello gigantesco. MArio cammina per via delle terme di caracalla con i lampioni che risplendono sulla sua testa lucida, illuminando grasse perle di sudore che via via gli colano lungo le guance. MArio sta cercando Luilla, un piccolo trans dalle treccine bionde, piccolo sì ma ben munito. Pneumatico. Insieme sono una bella coppia, lui pachidermico l'altro piccolo piccolo, visti di spalle sembrerebbero padre e figlio.Ed il loro rapporto potrebbe rasentare la pedofilia, se non fosse che è Luilla a penetrare MArio, in silenzio, col suo pisellino minuscolo, mentre MArio piange sua moglie.

Il mio gatto mangia con le mani, cioè con le zampe. E' una razza particolare di gatto che io ho chiamato gatto tigre. Non è molto grande, ha il pelo rosso e lungo, due occhi famelici ed una grossa coda da scoiattolo. Il gatto tigre dicevo mangia con le mani, qualsiasi cosa gli dai lui la ghermisce coi suoi cinque uncini e se la porta sotto i baffi. A quel punto spalanca i canini e azzanna. Il gatto tigre è un rompipalle perchè ha sempre fame, mangia a tutte le ore ma non ingrassa mai. Ogni tanto lo si vede girare nel giardino con qualche uccello o qualche topo in bocca, lo si capisce dalle piume che può lasciare in giro. Il gatto tigre è il gattoTigre.

La madre le ripeteva sempre che studiare è importante e che la sessualità è un valore molto importante. Sua madre non era una moralista bacchettona. Era una post femminista che tutto d'un tratto si era accorta di tutte le stronzate che per anni era andata contrabbandando per assemblee dibattiti incontri convegni forum comuni e sedi di partito. Certo la donna hai i propri diritti però in effetti ci sono delle cose su cui c'è poco da discutere. Delle regole, dei valori, insomma delle cose che vanno fatte in un certo modo perchè farle in un altro no, non va proprio bene. "mamma"disse la figlia Susy, " ma è per questo che ti scopi ogni ragazzo non appena lo porto a casa?


ti ho aspettata tutto questo tempo che ormai sono fermo per inerzia, per una strana forma di pigrizia. quando mi dirai di esserti accorta di avermi sempre amato allora io ti dirò di essermi sbagliato sul tuo conto. Ti dirò che non mi interessi più, anzi che non mi sei mai interessata. Me ne sono accorto aspettandoti. stando fermo, mentre Giovanna mi faceva un pompino.


Era convinto che a lui non sarebbe accaduto. Che la probabilità che accadesse era una su un milione, che dico un milione, decine di milioni. Voleva fare la vita di sempre ma intorno a lui le facce erano diverse. Si leggeva una specie di rassegnazione negli occhi delle persone che ogni mattina incontrava sul treno, che li rendeva consapevoli che oramai la loro vita era nelle mani di qualche folle terrorista. A lui invece non interessava. Lui non voleva crederci, fino al giorno in cui decise di farsi esplodere, il giorno 9 agosto alle ore 12.42 presso la stazione MArconi della metropolitana di Roma.

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Il sonno è pesante sulle mie spalle. E' una zavorra di venti chilogrammi ben distribuiti sulla fronte le palpebre le guance il mento. Non sbadiglio perchè ho preso un paio di caffè ma sento che da un momento all'altro potrei afflosciarmi sul divano. Quello del salotto sembra proprio fare al caso mio, tutto bello fresco e silenzioso, re della penombra delle tre del pomeriggio.Sì ho deciso, mi alzo da questa sedia stretta e scomoda per andare a farmi un pisolino in poltrona. Un passo. Due. Tre. Mi addormento sul tappeto.

Il vecchio si radeva come tutte le mattine davanti allo specchio, alla stessa ora. Una lampadina da 60 watt illuminava quel piccolo bagno giallognolo. Si radeva allo stesso modo da 60 anni, lasciandosi inalterati un paio di baffetti grigi vezzo di gioventù. Accese la radio, come al solito alle 6 di mattina il raccordo era intasato dal traffico, come al solito Roul miagolava le sue scrocchioline dentro la ciotola. Terminò di farsi la barba e bevve il suo latte. Uscito di casa le ossa scricchiolavano intririzzite ad ogni passo ma per fortuna il tragitto era breve. Avere il negozio vicino casa era una vera fortuna, alcuni giorni riusciva ad aprire addirittura alle 7. Si sà, i clienti abituali dei sexy shop sono mattinieri.

Luigi Mariotti firmò l'assegno con la sua Mont Blanc. 80.000 euro per fare in modo che tutto si svolgesse nel migliore dei modi. 80 ora e i restanti a lavoro ultimato. Il gioco per Paolo era semplice semplice, quasi banale, rubare la luna. Bastava salire sul tetto di casa una notte di quelle stellate, in cui il cielo è li a dirci che la notte non è fatta per dormire, ma solo per stare con il naso all'insù, in silenzio. Il piano era questo e Paolo lo sapeva benissimo: bisognava salire sul tetto di casa verso le 11 con un grande specchio sulle spalle per poi posizionarlo con cura su un asciugamano blu scuro ben steso. Dopo di che armati di pazienza c'èra solo da aspettare che la vanità facesse il suo corso, e che la luna, invidiosa delle stelle in cielo facesse un passo falso.

Piero è uno studente modello oramai alla fine. Ha gia un posto di lavoro in trenitalia, una macchina tutta sua e una ragazza. Lei però è brutta, ma ricca. Colta, ma povera di spirito. Trasgressiva, ma non sensuale. Piero la ama perchè è innamorato del nome. Non del nome della sua ragazza, un nomignolo piccolo borhese che nemmeno vale la pena di nominare. No. LUi è innamorato del modo in cui la ragazza dice Piero. Una forza ancestrale sembra legarlo a quel suono, lei dice Piero e lui cade ai suoi piedi in balia del suo volere. Lei ha studiato alla Scuola Bene Gesserit ed ha il pieno controllo della voce, è in grado di controllare le persone imprimendo una particolare modulazione durante la fonazione. Una volta lei glielo ha detto ma lui non le ha dato ascolto, anzi l'ha derisa.-Ma dai, fammi il piacere! Uan ragazza intelligente come te?! e pensi che io creda a queste stupidaggini?.



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