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lunedì 7 aprile 2008

In groppa ai delfini

Seduto sulla plastica sgualcita di un vecchio aquilone Jimmy se ne stava lì su quel cazzo di scoglio. A pensare che a volte era bello non pensare nulla. Una specie di esercizio buddista. Si matteva lì e non pensava, o almeno pensava di non pensare a niente. In realtà era ben vigile lì Coi capelli sugli occhi spostati dal vento e le mani in tasca. Le onde si rompevano sui frangiflutti e il vento carico di acqua e sale gli soffiava sul collo e sule guance.
Ogni tanto lì a quel cazzo di scoglio facevano capolino i delfini, perchè in effetti era la punta più prominente di tutta la costiera, un posto con l'acqua pulita e di forti correnti. Questi delfini a dire la verità erano un po' sballati. Non avevavo il classico comportamento abitudiario degli animali. Potevano presentarsi alle 9 del mattino piuttosto che alle 5 del pomeriggio. Facevavano qualche capriola nell'aria e poi se ne tornavano da dove erano venuti fischiettando. A volte passavano mesi interi senza che nessuno li vedesse, a volte inveve si presentavano più volte in una giornata spingendosi fino agli scogli, e se c'èra qualche persona si facevano ancora più insistenti come a dire bhè..non si mangia? A que punto qualche pescatore sfigato pasturava un pò e loro se ne andavano contenti.
E questa volta dovevano essere proprio affamati, perchè quando videro Jimmy iniziarono a grugnire un po' come dei maiali. Jimmy aveva nello zaino un panino al prosciutto, una banana e un po' di succo di frutta zueg. Però voleva qualcosa in cambio. Si, voleva farsi una bella cavalcata sul dorso di delfino. Anche se era ormai ottobre inoltrato. Tanto lui lo sapeva che i delfini erano degli animali gioviali e si sarebbero prestati al gioco senza troppi problemi. Allora si tolse i pantaloni le scarpe e la camicia e rimase in boxer e calzini di spugna bianchi. E Magro come uno spaghetto si gettò in mare. Mentre si buttava un bel delfino spiccò un balzo anche lui e lo prese in groppa. Iniziò così la storia di Jimmy che non fece più ritorno a casa. Vivere con i delfini non era poi così male. Il pasto non mancava mai. Così come i divertimenti. Come quando si facevano le battaglie contro gli squali. Che i delfini prendevano sistematicamente a nasate sullo stomaco. Certo ogni tanto interveniva qualche megattera giagante ad aiutarli, o qualche piovra di smisurate dimensioni. Però a dire la verità jimmi non se l'era mai vista brutta davvero.
Dopo una decina di anni incontrò una bella sirena di nome Filippa. Con gli occhi verdi ed una bella coda sinuosa. Il posto era un'isoletta delle baleari credo. Si amarono alla follia e dal loro amore nacqui io Gigga, e mia sorella Vismara. Due uomini pesce alla rovescia, cioè con la parte di sopra da pesce e le gambe da esseri umani. Mio padre jimmy mi trasmise la passione della scrittuta e così inziai a scrivere. Coi piedi. E tutto finì nella rete.

4 commenti:

girasan ha detto...

io sò qualcosa, che gli altri non sanno. io ho qualcosa che gli altri non hanno......hihihihi

mara ha detto...

sogno ad occhi aperti e vedo te
la tua voce amica sento gia
e felici salutiamo il mondo,
su nel ciel facciamo girotondo.

silvia ha detto...

andrea, ma hai una fidanzata??
ps. quando arriva la storia di Vismara??

BeriSeven ha detto...

la storia di vismara...
forse arriverà a breve, chi lo sa?

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