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domenica 16 dicembre 2007

Il gatto pigro e il satiro zen

"E così ora puoi scegliere di nuovo Lucas, ma veramente. Non sei più all'interno del gioco in cui interpretavi il ruolo del Mago Muadd'Dib, quando per la tua brama di sapere fosti colpito in pieno da quel fulmine, che ti costò due punti follia. Io ORA ti sto offrendo la conoscenza, la chiave di accesso alla stanza dei saperi, dove, ad uno ad uno, i misteri vengo svelati. E non ci sarà follia questa volta, anzi le tue capacità mentali saranno di gran lunga potenziate, così come il tuo fisico, che in pochi giorni subirà profonde trasformazioni."Così diceva il vecchio satiro in quella ridente mattina di inizio inverno. Fredda si, ma con un sole forte che brillava sui davanzali e sui tetti delle case, che dall'ultimo piano sembravano tante piccole piazzette dove qualche gatto pigro sonnecchiava. Il corpo e la mente, si ripeteva Lucas, e poi la guarigione ed il controllo le illusioni... sapere quello che le persone pensano.. saper entrare nel loro cuore in pochi secondi...no...il successo fine a se stesso non mi è mai interessato..ma forse la conoscenza...si, la conoscenza..è una delle poche cose per cui la vita ha un senso...Il satiro sapeva bene su cosa fare leva, perchè ciò che lui offriva non era altro che se stesso con le sue capacità, che con il consenso di Lucas avrebbero abbandondato il corpo del vecchio per entrare in quello del giovane. Il satiro sapeva come e quanto poter tentare Lucas, quali tasti poter suonare ed in quale ordine."E la sofferenza?". "Oh bhè, non devi preoccuparti di quella. Non è mai esistita. E' un trucco inventato dalle religioni per tenere le persone con il capo chino. La sofferenza non è altro che uno stato fisico attivato da una serie di comportamenti appresi, un semplice meccanismo stimolo risposta. Non vi è nulla nella vita umana che possa causare un'autentica sofferenza"."Ebbene, caro amico, allora, mi vedo costretto a declinare la tua offerta. Sai, standoti vicino ho imparato molte cose, come esempio come far dire alle persone quello che non dovrebbbero...se è vero infatti che nella vita umana non vi è nulla che possa causare un'autentica sofferenza non vedo come tu possa renderti utile...per contro alludi al fatto che l'autentica sofferenza esiste, e, probabilmente, essa nasce proprio quando ci si comporta come se essa non esistesse..in altre parole, se accettassi la tua proposta, la mia sofferenza, dopo, sarebbe eterna." No, il satiro questa mossa non se l'aspettava proprio. Essere messo alle strette in questo modo non gli era mai capitato e per giunta in modo talmente stringente, no, non riusciva ad accettarlo. Ma in mano aveva un'ultima carta. "E' il cambiamento? Pensi davvero di essere in grado di padroneggiare il tuo destino senza la forza che potrei imprimere io in ogni sua svolta? E il peso dei tuoi sbagli?". "A volte, qualcuno dice, il futuro è già passato".
Intanto il sole si era ulteriormente alzato ed i suoi raggi colpivano perpendicolari la finestra della veranda, posta di tre quarti tra il soffitto e la porta finestra. Ed in controluce il satiro sembrava sorridere. Ma era un sorriso doppio, da un lato il vecchio si beffava del satiro il cui piano era fallito, dall'altro il satiro digrignava i denti, e meditava nuove azioni. Il tempo è poco, diceva tra sè e sè, e sto rischiando di sparire.

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