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mercoledì 21 novembre 2007

Su Silvio Berlusconi



Passato qualche giorno dall'annuncio a sopresa(?) di Silvio Berlusconi, dico qualcosa anche io sull'argomento. Ora che, in parte il clamore sta passando (ma i media come al solito sono lenti e autoreferenziali, quindi per una settimana ancora, forse, non si parlerà d'altro...). Dunque, concordo con chi ha parlato di colpo di teatro. E' stato fantastico, il Deus Ex Machina Berlusconi che in un tripudio di folla annuncia la nascita di un nuovo (?) partito ha qualcosa di magico, ed in effetti si è imposto a livello mediatico ridefinendo in pochi minuti l'agenda mediale e l'agenda politica italiana. Ma la strategia era pronta da un bel pezzo. E gli attacchi a Fini (a livello personale con Striscia la Notizia, e a livello politico con il sostegno politico a Francesco Storace) ne sono la prova evidente. Berlusconi ha fatto magistralmente salire la temperatura politica al solo scopo di rendere più plateale il suo gesto. Ma forse c'è qualcosa che in tutto questo non ha considerato. Ovvero l'immagine complessiva che ne esce è che abbia agito di rimessa, adeguandosi ad un quadro politico in cambiamento e tentando di rimanere in sella. Per prima cosa la scelta del termine partito. Ora che il Partito Democratico ne ha sdogato il nome lui segue a ruota. Ne percepisce il potenziale di appeal e lo adotta anche lui. M venire dopo, secondo il mio parere, non è mai un bene. Seconda cosa la scelta di dialogare sulle riforme. Arriva in ritardo e pare che lo faccia perchè non possa fare altrimenti. In conclusione il mio parere sulle ultime mosse di Silvio Belrusconi è che: da un lato (come sempre) arringa il suo zoccolo duro (fatto essenzialmente di antipolitica), dall'altro perde sempre più credibilità, soprattutto agli occhi di chi, in questi anni, lo aveva considerato un personaggio innovatore.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

il bello e che prima critica la mossa della sinistra e poi adotta la stessa strategia....secondo me il silvio si fa di brutto

nAndo ha detto...

Barry, io invece penso che il Cavaliere abbia rimesso tutti a correre! Tutti si preparavano a questa riforma elettorale tedesco-spagnola e invece lui si divincola dagli alleati e passa al contrattacco proponendo una legge senza vincoli di maggioranza, senza indicazione del premier e soprattutto correndo tutti contro tutti. L'UDC alla fine confluirà in una maniera o nell'altra, AN se non si dà una mossa sparirà e Silvio, quando sarà diventato quello che desidera (leggi Presidente della Repubblica) darà le redini in mano a Luca Cordero e soprattutto, passerà alla storia come colui che ha fondato il Partito Popolare in Italia... tant'è che a Bruxelles gia fanno riferimento a lui in quanto capo dei popolari, quindi o Casini abbandona la sua aspirazione di leader (al momento) e confluisce o è fottuto come AN. A Fini resta solo provare il muro contro muro dato che non credo voglia confluire. E' rischiosissimo perché AN rischia davvero di scendere sotto il 10%, il che significherebbe la fine... di Fini!
Ai posteri!

nAndo

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